Category Archives: Hemorrhoids

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Ragadi

Ragadi, cosa sono?

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Rappresentazione di una ragade anale.

Il termine ragade indica unafessurazione lineare della cute che può interessare i piani superficiali epidermici ma anche più profondamente il derma. Normalmente le ragadi si formano per azione traumatica di tipo meccanico. A seconda della gravità della lesione si possono distinguere ragadi di primo grado, le più superficiali, non dolenti;ragadi di secondo grado, che raggiungono lo strato malpighiano della pelle e sono moderatamente dolenti e a volte anche secernenti sostanza mucosa, e infine le ragadi di terzo grado, molto dolenti e secernenti in modo continuo, che si approfondano fino al derma. Le ragadi di terzo grado possono anche facilmente sanguinare. Particolarmente importanti da un punto di vista medico sono le ragadi anali e quelle del capezzolo. Le ragadi analisono caratterizzate dalla formazione di una fessura che dall’alto si sposta in basso verso il contorno dell’apertura anale, di solito nascoste tra le pieghe della mucosa anale, al suo passaggio con la cute esterna. La ragade anale determina anche nelle forme a lungo decorso la formazione di una papilla ipertrofica per occlusione delle vie linfatiche locali, detta anche nodulo “sentinella”. La terapia può essere locale con unguenti e pomate e nei casi più recidivi chirurgica, con asportazione della ragade e del nodulo. Le ragadi del capezzolo si formano di solito in seguito al meccanismo di suzione durante l’allattamento del neonato da parte della puerpera, favorito nel loro insorgere dal particolare turgore della ghiandola mammaria e dalla tensione degli strati superficiali del derma. La ragade del capezzolo è particolarmente pericolosa perché può, se non ben curata, costituire la porta di ingresso di germi patogeni con complicazioni in mastite o perimastite. Anche in questo caso la terapia è fondamentalmente locale ed esterna, unita alla pratica di una igiene scrupolosa.

Cause e terapia dei vari tipi di ragadi

Le ragadi sono delle piccole ulcerazioni della pelle, più frequentemente delle mucose: labbra, ano, capezzoli, ed hanno in comune il fatto di produrre forti dolori e piccole emorragie. Le ragadi alle labbra si curano col burro di cacao, quelle dell’ano e dei capezzoli sono invece più gravi.

Le ragadi all’ano sono conseguenza della stitichezza cronica, e si manifestano con violenti dolori al momento della defecazione; se non vengono curate con pomate lubrificanti e supposte, può rendersi necessario un intervento chirurgico; le ragadi ai capezzoli sono un inconveniente delle donne che allattano e si curano facendo uso di paracapezzoli, i quali hanno anche una funzione terapeutica. Sebbene più raramente, delle ragadi possono formarsi anche sulle mani, e nei diabetici, infine, possono a volte comparire ragadi al prepuzio.

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Emorroidi esterne

Emorroidi esterne, cosa sono?

Nel corpo umano, la linea immaginaria che si trova tra retto ed ano viene chiamatalinea pectinea o linea ano-rettale.
Le emorroidi che si sviluppano al di sotto di questa linea vengono dette emorroidi esterne.
Non si tratta dell’unica caratteristica che identifica le emorroidi esterne. Si tratta infatti di dilatazioni venose che solitamente sporgono dalla cute e di colore rosso bluastro.
Solitamente sono abbastanza morbide al tatto, ma quando entra in gioco il meccanismo di flogosi, ovvero un’infiammazione delle emorroidi, esse possono ingrandirsi, diventare dure al tatto, ma soprattutto diventare dolorose, in particolare in posizione seduta, quasi a dar un senso di penso sull’ano.

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Le emorroidi esterne, o più in generale le emorroidi, sono abbastanza comuni, soprattutto dopo i 50 anni di età. Le cause che provocano le emorroidi esterne sono molte, come ad esempio stare seduti per lunghi periodi di tempo, sforzare molto durante la defecazione, bere poca acqua durante il giorno, l’obesità. In rari casi la causa delle emorroidi esterne può essere legata a un fattore genetico.

Anche se le emorroidi esterne non sono poi così gravi da mettere a rischio la vita delle persone, possono peggiorare e portare a diarrea e sanguinamento, e a un dolore insopportabile. Talvolta invece, possono guarire spontaneamente ma anche dar luogo ad una ragade o ad una fistola.

Molte persone non sanno cosa sono le emorroidi esterne oppure non sanno come curarle perché si vergognano a dichiarare questo problema, o semplicemente per il fatto che pensano che con il tempo le emorroidi possano guarire; in realtà ciò può succedere, ma spesso, se le emorroidi non vengono curate al più presto possibile la situazione può peggiorare di molto.
È dunque altamente consigliato trovare al più presto, una possibile cura per le emorroidi esterne, magari facendosi visitare da un medico e soprattutto evitando i rimedi fai da te.

Trattamento per le emorroidi esterne

Il trattamento delle emorroidi esterne prevede varie tecniche, alcune comuni, altre meno usate, ma che comunque dipendono la maggior parte delle volte dalla gravità delle emorroidi.

Per il trattamento, qualche tempo fa si usava la chirurgia per rimuovere le emorroidi esterne, anche se molti pazienti si lamentavano per il processo di recupero, estremamente doloroso.
È per questo che la chirurgia è l’ultima opzione che il vostro medico probabilmente vi suggerirà, a meno che il vostro caso di emorroidi non sia grave.
Al giorno d’oggi inoltre, sono disponibili creme e gel che contribuiscono a curare le emorroidi esterne, anche se molte creme sono solamente anti-infiammatori, ovvero aiutano solo a ridurre il dolore in maniera temporanea ma non eliminano completamente le emorroidi.
Il trattamento con il laser per la cura delle emorroidi esterne è diventato invece molto comune; si tratta comunque di un processo non-chirurgico.

Auto DraftUn altro metodo comune è chiamato legatura elastica ed è moltoefficace nella rimozione delle emorroidi. Si tratta di un metodo poco invasivo che consiste in una fascia elastica che viene applicata attorno alla base delle emorroidi impedendo l’afflusso di sangue. In questo caso le emorroidisi restringono entro pochi giorni per poi scomparire.

Alcune persone sostengono che il trattamento delle emorroidi può essere fatto utilizzando prodotti naturali come lo zenzero, amamelide (astringente), geranio, Aloe Vera o miele.
Infatti, una dieta ricca di fibre facilita il passaggio delle feci attraverso le emorroidi. Anche bere molta acqua aiuta il passaggio delle feci e diminuisce il dolore causato delle emorroidi.

Legatura elastica

Legatura elastica

La legatura elastica delle emorroidi

Le emorroidi sono piccoli cuscinetti vascolari posti al di sotto della mucosa dell’ano. In stato normale non sono turgidi né ingrossati. La loro funzione primaria è favorire il ricambio di sangue: quello arterioso che arriva al retto e all’ano, e quello venose che torna indietro. Insieme agli sfinteri, inoltre, aumentano la continenza anale, facendo sì che l’ano diventi quasi impermeabile.
Quando i cuscinetti emorroidali si gonfiano, aumentando di volume e causando disturbi, dolori e sanguinamento, occorre rivolgersi al medico.
In particolare esiste un metodo molto efficace e poco invasivo, utilizzato frequentemente, ovvero la legatura elastica.

La legatura elastica delle emorroidi è un intervento molto semplice, che viene effettuato in ambulatorio e senza anestesia utilizzando uno strumento dettoproctoscopio, una sonda sottile e rigida che viene introdotta nell’ano mentre il malato è sdraiato su un fianco. Si ricorre, in genere, alla legatura elastica delle emorroidi di 2° e 3° grado e all’asportazione negli stadi più avanzati.

Legatura elastica
Processo di legatura elastica delle emorroidi

1. Innanzitutto, il medico procederà, con l’aiuto delproctoscopio, adafferrare le emorroidigrazie anche ad una pinzetta posta nella parte terminale dello strumento.

2. Il medico effettua una trazione dall’esterno perintrodurre l’emorroide all’interno dello strumento e applicare gli elastici.

3. Con un movimento a scatto, gli elastici stringono la base delle emorroidi, strozzandola. Il proctoscopio viene estratto e la legatura elastica è così conclusa.

L’asportazione delle emorroidi e l’intervento chirurgico

A differenza della legatura elastica, l’operazione chirurgica per l’asportazione delle emorroidi si effettua sotto anestesia generale o spinale. L’emorroide viene afferrata e fissata con una sutura. Per asportare si interviene col bisturi. L’operazione rispetta l’anatomia del retto. La medicazione per proteggere la ferita e farla cicatrizzare consiste in un microtampone che si dissolve da solo col tempo.

Dopo l’operazione e la degenza in ospedale, se non si è scelto il day hospital, restano da eseguire le medicazioni, molto importanti per la riuscita dell’intervento. Le cure post operatorie devono essere fatte con una periodicità che sarà il medico curante a stabilire.
In genere comunque non si presentano problemi, anche se raramente può verificarsi la stenosi: una eccessiva cicatrizzazione della ferita che rende un po’ faticosa l’evacuazione.
La guarigione completa avviene solitamente dopo 4/6 settimane, durante le quali occorre osservare regole di igiene, medicazioni e diete alimentari sane.

Per effettuare questo tipo di intervento alle emorroidi ci si può rivolgere a qualsiasi ospedale, in particolare nella divisione di chirurgia generale dove si praticano tali operazioni chirurgiche e di legatura. Esistono inoltre anche divisioni specifiche ospedaliere di chirurgia proctologica, ovvero dedicata alle affezioni di retto e intestino.

Come prevenire (o asportare) le emorroidi

  1. Le emorroidi sono causate dall’aumento della pressione delle vene anali che avviene, in genere, in seguito a sforzi compiuti per espellere feci dure.
  2. Un’alimentazione più semplice e ricca di fibre (carote, rape, legumi) aiuta l’intestino a produrre feci normali che non obblighino a sforzi eccessivi retto e ano.
  3. In caso di emorroidi meglio avere qualche accorgimento:  avere una buona igiene alimentare, fare passeggiate e soprattutto avere una buona igiene locale.
  4. Se le emorroidi sono ingrossate e cominciano ad essere troppo fastidiose si possono asportare. La procedura più comune, indolore e rapida è la legatura elastica.
  5. La legatura elastica si esegue ambulatorialmente e senza anestesia: ci si sdraia su un fianco, mentre il medico introduce nel retto il proctoscopio (una sonda ottica rigida) con il quale lega con elastici appositi l’emorroidi alla base. Così viene impedito il passaggio di sangue nella parte malata che, dopo qualche tempo, si seccherà e cadrà da sola senza dolore.
  6. L’emorroidectomia (asportazione delle emorroidi) si effettua quando le emorroidi hanno grandi dimensioni. E’ un intervento breve e senza rischi, che si esegue in anestesia totale o spinale (si anestetizza il corpo dal bacino in giù, il resto vigile). L’asportazione viene fatta incidendo con un bisturi l’escrescenza.
  7. Dopo 4/6 settimane si guarisce. In quel periodo si attenuano i dolori post operatori con analgesici e lassativi per facilitare l’evacuazione. In convalescenza è fondamentale un’igiene intima massima, recarsi dal medico per le medicazioni e osservare una sana dieta alimentare.
Rimedi e farmaci

Rimedi e farmaci

Le emorroidi sono dilatazioni varicose delle vene situate nella zona dell’ano e del retto. Chi ne soffre lamenta prurito e dolore. L’ingrandimento e la dilatazione di vasi sanguigni all’interno dell’ultima parte del retto e intorno all’ano porta a:

  • dolore.
  • perdite di sangue durante la defecazione;
  • bruciore nella zona anale.

Scegliere la cura

La scelta di farmaci specifici per questo disturbo dipende essenzialmente dallaserietà delle emorroidi. Queste ultime possono essere di due tipi:

  • esterne, se si formano vicino all’ano. La coagulazione del sangue determina, nel caso in cui si rompano, sanguinamento e dolore;
  • interne, se si formano all’interno del retto e determinano sanguinamenti. Il sangue è sempre di colore chiaro, ma se è scuro e grumoso è necessario rivolgersi a uno specialista perché, potrebbe non dipendere dalle emorroidi.

Vasi protetti

Se le emorroidi non provocano dolore intenso, possono essere fatte rientrare grazie ai farmaci cosiddetti “vasoprotettori”, che agiscono sulla tonicità e sull’elasticità dei capillari. Questi farmaci (in compresse) hanno un’azione antinfiammatoria e sono utilizzati anche per le varici, dilatazioni permanenti delle vene.

Un uso topico

Rimedi e farmaciLe pomate, gli unguenti e le supposte specifiche per le emorroidi appartengono alla categoria degli “antiemorroidali per uso topico” (cioè che si usano a livello locale). Contengono principi attivi che agiscono sui sintomi delle infiammazioni all’ano e sul dolore.

Non tutti uguali

Gli antiemorroidali si possono distinguere in: – cortisonici (idrocortisone, fluocortolone, desametasone, fluocinolone), che hanno un’azione antinfiammatoria; – anestetici da contatto (tetracaina, oxetacaina, pramocaina), che alleviano il dolore e il prurito nella zona anale. Esistono anche sostante vegetali come le ruscogenine, che hanno un’azione antinfiammatoria, vasocostrittrice (che determina un restringimento dei vasi sanguigni) e spasmolitica (che agisce sulla muscolatura bloccando le contrazioni) a livello dello sfintere anale.

I cortisonici

L‘assunzione di farmaci cortisonici può dare origine a reazioni generalizzate, così come l’uso prolungato di prodotti di uso topico può determinare fenomeni di sensibilizzazione, soprattutto negli anziani e nei bambini. Se, dopo un breve periodo di trattamento con pomate che contengono cortisone, non si hanno miglioramenti è bene sospenderne l’uso e consultare il medico.

Non sulle infezioni

I farmaci a base di cortisone sono molto efficaci, ma sono controindicati quando sulla pelle sono presenti lesioni provocate da batteri, virus e funghi. Il cortisone, infatti, abbassa le difese naturali, indispensabili quando l’organismo deve combattere un’infezione. Inoltre, tale sostanza deve essere usata soltanto in casi di effettiva necessità e sotto stretto controllo medico durante la gravidanza e l’allattamento.

Gli anestetici locali

Tra i più importanti principi attivi delle pomate antiemorroidarie a base di cortisone vi sono alcuni anestetici, come per esempio la benzocaina, in grado di attenuare il dolore e diminuire la sensibilità della zona. E’ importante non superarne il dosaggio indicato, soprattutto nel caso in cui le mucose dell’ano siano danneggiate. La cura deve essere eseguita sotto controllo del medico, perché l’applicazione prolungata di anestetici locali può indurre fenomeni di sensibilizzazione.

Con estratti naturali

Rimedi e farmaciLe pomate antiemorroidarie possono contenere, infine, anche sostanze dall’azione rinfrescante e ammorbidente,come il mentolo, l’ossido di zinco e l’olio di vaselina. Alcune pomate, invece, appartengono alla categoria dei vasoprotettori e contengono eccipienti come l’escina, l’eparina, le ruscogenine: si tratta di estratti vegetali che facilitano il “rassodamento” del vaso. Questi principi attivi, infatti, aumentano l’elasticità della muscolatura del tessuto e favoriscono, così, il riassorbimento delle emorroidi.

Come si applicano

Le pomate sono, di norma, vendute insieme a una cannula erogatrice, che ne consente l’applicazione interna. L’applicazione della pomata antiemorroidaria, che va effettuata 2-3 volte al giorno, richiede un particolare accorgimento: – introdurre l’applicatore nell’ano, – esercitare la pressione per far fuoriuscire il prodotto e contemporaneamente estrarre l’applicatore. Per la cura delle emorroidi interne, oltre alle pomate sono in commercio le supposte. Affinché i loro principi attivi vengano assorbiti è consigliabile stare distesi per circa mezz’ora.

Non a lungo

Tutti i farmaci per il trattamento sintomatico delle emorroidi, se utilizzati per tempi prolungati possono dar luogo a irritazioni locali, che si manifestano attraverso:

  • infiammazione dei follicoli (formazioni tondeggianti e cave che spesso contengono un’altra struttura o un piccolo organo);
  • bruciore;
  • prurito;
  • secchezza della pelle;
  • acne (malattia della pelle caratterizzata da piccole pustole che compaiono soprattutto sul viso).

Se il disturbo persiste (nonostante il trattamento con i farmaci), è opportuno sospendere le applicazioni e soprattutto consultare il medico.

Emorroidi interne

Emorroidi interne

Emorroidi interne, cosa sono?

Le emorroidi sono dei cuscinetti riccamente vascolarizzati posti nell’ano; il loro scopo è quello di contribuire al mantenimento della continenza, in quanto, a seconda dei casi, esse si gonfiano oppure si sgonfiano mantenendo intatto il loro ruolo.

Emorroidi interneLa presenza delle emorroidi è pertanto una cosa naturale: questi cuscinetti, di solito, non vengono percepiti dall’individuo ma, quando essere iniziano a dilatarsi eccessivamente (per cause del tutto differenti e variabili di caso in caso), possono comportare notevoli disturbi e possono essere la causa della malattia emorroidaria.

Quando si parla di malattia emorroidaria si deve, tuttavia, fare riferimento a diversi tipi di gravità del disturbo: le vene emorroidali si possono dilatare in maniera eccessiva e comportare conseguenze diverse tra loro, come sanguinamento, dolore, fastidio, ed addirittura il prolasso.

Tutto ciò porta ad una considerazione importante: per qualificare il tipo di trattamento da effettuare contro le emorroidi, è essenziale conoscerne la gravità e la tipologia.

Classificazione emorroidi ed emorroidi interne

In campo medico, si parla generalmente di classificazione delle emorroidi a seconda del grado di gravità della malattia emorroidaria e dei disturbi ad essa correlati.

A questo proposito, si tende a generalizzare distinguendo le emorroidi interne dalle emorroidi esterne: le prime, come è ben comprensibile, si trovano all’interno dell’ano e per questo sono visibili solo per mezzo di un esame anoscopico. Le emorroidi esterne, invece, sono delle vere e proprie protrusioni che sporgono al di fuori della loro sede: il dolore associato alle emorroidi interne, come a quello delle emorroidi esterne,  è dovuto sostanzialmente all’irritazione che si provoca per mezzo del gonfiore e del prolasso.

Le emorroidi si distinguono in quattro tipologie a seconda della loro gravità:

  • Le emorroidi di I grado sono per lo più emorroidi interne, delle quali il paziente non si accorge in condizioni normali ma solo attraverso il sanguinamento. Non vi è prolasso, ed il paziente non mostra quasi mai dolore nemmeno durante la defecazione.
  • Anche le emorroidi di II grado sono di norma emorroidi interne, ma a differenza delle prime, esse fuoriescono al momento della defecazione e possono comportare sia sanguinamento che fastidio.

Questi due tipi di malattia emorroidaria non sono gravissimi: di solito, queste emorroidi interne possono essere trattate a livello farmacologico e con rimedi naturali, ma anche adottando uno stile di vita adeguato che consenta di ottenere anche una buona prevenzione del disturbo.

Emorroidi interneInfatti, soprattutto per le emorroidi interne, può essere particolarmente consigliato uno stile di vita mirato, con unaalimentazione corretta ed equilibrata nella quale non sia apprezzabile l’uso di alimenti particolarmente ricchi di spezie o cibi piccanti. Importantissimo, a questo proposito, anche mantenere una igiene efficace soprattutto nell’area anale e genitale, dove possono proliferare le infezioni in grado di aumentare i dolori ed il fastidio.

Un altro rimedio efficace per contrastare le emorroidi è quello di evitare episodi di stitichezza: ciò è possibile cercando di seguire una dieta equilibrata, ricca di fibre, frutta e verdura, che comporta quasi sempre una attenta regolazione della funzione intestinale.

Nella classificazione, si ricordano inoltre le emorroidi di III grado e di IV grado, che tendono a prolassare, tanto da richiedere quasi sempre un tempestivo intervento manuale o chirurgico.

Cura delle emorroidi

Cura delle emorroidi

Sono comunemente chiamate emorroidi: si tratta di un disturbo molto comune e diffuso, che sempre più spesso provoca vergogna e paura, ma anche forti dolori fisici che possono spingere il paziente a scegliere un trattamento chirurgico per porre fine al dolore.

Le emorroidi sono dei piccoli cuscinetti vascolari situati nell’ano: in questi morbidi cuscinetti, talvolta le vene rettali possono infiammarsi, protendendo verso l’esterno e, naturalmente, generando il famoso dolore e fastidio noto da chi soffre di questo disturbo.

Le emorroidi, in quanto dilatazioni della parete delle vene che si trovano tra il retto e l’ano, possono comportare non solo dolore fisico, ma anche fastidio e sanguinamento: se i casi più leggeri possono richiedere un trattamento più leggero, generalmente farmacologico con pomate ad uso topico (cioè locale) ed in qualche caso rimedi naturali, i casi più gravi spesso necessitano di un intervento chirurgico.

Chi è maggiormente colpito?

Cura delle emorroidiGeneralmente questo disturbo colpisce uomini e donne allo stesso modo: non vi è preferenza di sesso, ma è noto che le donne in gravidanzapossano soffrire di questo problema in modo maggiore rispetto agli altri.

È inoltre noto che le emorroidi possano colpire di più le persone considerate ad alto rischio, e tra queste figurano senza dubbio le persone che fanno abuso di abitudini alimentari scorrette e di stili di vita inadeguati. In sostanza, questo disturbo colpisce molto di più chi abusa di alcol, fumo, cibo, chi soffre di alterazioni ormonali, o di colon irritabile con diarrea o stipsi cronica, ma può sopraggiungere anche per altre cause come familiarità, sedentarietà, ed eccessiva assunzione di lassativi.

Cura delle emorroidi

I rimedi per contrastare le emorroidi possono essere differenti a seconda di alcuni fattori che ne individuano la gravità: infatti, i casi più gravi vengono quasi sempre affrontati chirurgicamente, mentre per le situazioni che possono essere tenute sotto controllo, si opta generalmente per rimedi di tipo farmacologico o naturale, e naturalmente anche di tipo alimentare.

Se vuoi scoprire in maniera dettagliata questi rimedi o se vuoi semplicemente conoscere meglio quello che è certamente un problema scomodo, allora ti consiglio l’acquisto del seguente libro: Mai più emorroidi.
Molti nostri utenti l’hanno provato e secondo loro merita. Quello che ci hanno riferito è il fatto che questo libro contenga molti piccoli accorgimenti, che, se seguiti, portano a risultati eccellenti nel combattere le emorroidi.
Ricordiamo tuttavia di fare affidamento al proprio medico! Il libro è certamente un’ottima risorsa, ma il parere medico non è sostituibile.

I rimedi farmacologici per contrastare le emorroidi

Le emorroidi possono essere contrastate a livello medico, utilizzando alcunispecifici preparati che esercitano un effetto antinfiammatorio e che, pertanto, limitano il fastidio ed il dolore ma anche l’effetto di infiammazione collegato all’insorgenza del disturbo. Questi farmaci sono generalmente ad uso topico: si tratta, appunto, di farmaci corticosteroidi come ad esempio Idrocortisone, Fluocinolone, Fluocortolone.

Cura delle emorroidiVi sono poi i cosiddetti farmaci anestetici locali: la particolarità di questi medicinali consiste nel fatto che essi non hanno alcuna azione sulla causa d’origine e pertanto possono essere utili solo per aiutare a contrastare i sintomi dolorosi. Tra questi medicinali si ricordano, ad esempio: Benzocaina, Dibucaina, Lidocaina, Pramoxina cloridrato.

Bisogna comunque ricordare che la preferenza dei rimedi farmacologici rispetto a quelli naturali va pensata in funzione della gravità del disturbo e che, prima di assumere qualunque medicinale, è opportuno fare riferimento ad un medico che sappia interagire con il disturbo e che sappia dare indicazioni corrette su come comportarsi. Inoltre, anche qualora si sia deciso di optare per i rimedi farmacologici, è buona abitudine cercare di allinearsi ad uno stile di vita sano ed equilibrato, evitando abusi alimentari e soprattutto evitando di assumere cibi piccanti e speziati, che potrebbero compromettere ancora di più la situazione.

I rimedi naturali per contrastare le emorroidi

È possibile contrastare questo disturbo anche servendosi di rimedi naturali che, però, generalmente vengono consigliati solo nei casi in cui il disturbo non sia così grave da compromettere la naturale attività quotidiana del paziente.

I rimedi naturali hanno il vantaggio di essere, appunto, naturali, e pertanto molto più delicati e del tutto privi di controindicazioni: si parla per lo più di oli essenziali che hanno delle forti proprietà cicatrizzanti, emollienti e astringenti, indicati soprattutto per trattare nell’immediato la parte compromessa dal dolore e dal fastidio, e privi di effetti collaterali.

Lo svantaggio dei rimedi naturali è quello di non essere dei rimedi veloci: rispetto a quelli farmacologici, i rimedi naturali hanno un’azione più lenta e per questo motivo spesso non vengono preferiti quando vi sono forti dolori e sanguinamento. Tuttavia, molto spesso vengono consigliati in combinazione con alcuni medicinali per aiutare il paziente a ritrovare un po’ di sollievo dal bruciore e da fastidio causato dalle emorroidi.

Tra i rimedi naturali più indicati per la cura delle emorroidi, non si possono dimenticare: l’olio essenziale di Cipresso, che contiene diverse proprietà antispasmodiche, vasocostrittrici e pseudo-anestetiche; l’Hiperico, con proprietà cicatrizzanti; il Rusco, astringente e vasocostrittore.

Il trattamento chirurgico per curare le emorroidi

Cura delle emorroidiCome abbiamo anticipato, ledifferenze di trattamento delle emorroidi fanno generalmente riferimento alle differenze di grado e di intensità del disturbo: quanto più estesa è l’infiammazione, tanto più fastidiose e dolorose saranno le emorroidi e ciò significa che il trattamento più indicato sarà quello chirurgico.

Infatti, questo tipo di terapia è il più indicato sia in caso di gravità del disturbo sin dall’inizio della sua insorgenza, sia quando i rimedi naturali e quelli farmacologici non hanno dato i risultati sperati.

In tal caso, si deve procedere necessariamente alla terapia chirurgica che, nella maggior parte dei casi, è in grado di risolvere del tutto il disturbo senza particolari complicazioni.

Ad oggi si conoscono e si mettono in atto generalmente tre tipi di trattamento chirurgico, differenziati a seconda della gravità del disturbo e dalla presenza o meno di sanguinamento o prolasso.

Si fa riferimento all’emorridectomia, nel caso in cui il disturbo delle emorroidi sia anche associato a sintomi molto gravi ed invalidanti, come ad esempio sanguinamento eccessivo e continuo, trombi o prolasso esteso. Si fa ricorso a questo tipo di terapia asportando le emorroidi e l’eccesso di tessuto chirurgicamente.

Un’altra tecnica abbastanza in uso consiste nel metodo THD, che viene consigliato ed eseguito soprattutto quando, alle emorroidi, si associa prolasso di primo o secondo grado e sanguinamento: in questo caso si procede alla chiusura dei rami finali dell’arteria rettale superiore.

Un altro rimedio chirurgico è il metodo Longo, che viene utilizzato per riposizionare le emorroidi prolassate. Il metodo consiste quindi in una prolassectomia associata ad una emorroidopessi.

Infine troviamo la legatura elastica, un intervento molto più semplice di quello chirurgico che viene effettuato direttamente in ambulatorio senza anestesia.

Cura delle emorroidiOltre a questi rimedi, è bene ricordare che il raggiungimento (ed il mantenimento) di unostile di vita adeguato, possono essere di grande aiuto e possono prevenire la formazione delle emorroidi: esercizio fisico, adeguata igiene personale, ed alimentazione equilibrata si rivelano abbastanza importanti nella prevenzione del disturbo.